Dell’Utri minaccia, non estorce. I bizantinismi della Giustizia che non mi piace

Pubblicato: ottobre 4, 2009 in marcello dell'utri e la mafia
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La notizia, se conoscete Dell’Utri, fa sorridere. Parliamo di un collaboratore esterno di Cosa Nostra, almeno a quanto ci ha detto la sentenza di primo grado del processo al galantuomo che si svolge a Palermo. Uno cresciuto all’ombra dei boss. Dell’Utri di processo in corso ne ha anche un altro per estorsione ad un imprenditore di Trapani. Come riassume benissimo Rino Giacalone di Antimafiaduemila, La storia è quella della sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani. Publitalia la fornì, tra il 1991 ed il 1992, alla società cestistica che era riuscita ad acciuffare un posto nella massima serie di campionato, ma il suo manager, Marcello Dell’Utri, voleva che una parte dei soldi del contratto di sponsorizzazione fosse restituita in nero. In tutto circa 800 milioni di vecchie lire, cosa alla quale Garraffa si oppose e così scattarono, contro di lui, una serie di contromisure. Compresa una visitina del “boss”, che un giorno andò a bussare alla sua porta, a Trapani, per convincerlo a dire di «si» a Dell’Utri che poche settimane prima aveva consigliato al presidente Garraffa di «ripensarci», perché, gli aveva detto,” lui aveva gli uomini per convincerlo”. Due processi, celebrati a Milano, primo e secondo grado, avevano stabilito la responsabilità di Dell’Utri e Virga, condannati a 2 anni per tentata estorsione. In Cassazione invece il giudizio fu cancellato, fu rimesso alla valutazione di un’altra sezione della Corte di Appello, ma sempre di Milano. I nuovi giudici di Appello a Milano hanno deciso la derubricazione del reato nonostante la Procura generale aveva confermato la richiesta di condanna come nei. precedenti giudizi. Per i giudici milanesi il galantuomo indagato anche per le stragi del 1992 commise il reato (chiese la tangente assieme al boss) ma non si trattò di una vera e propria estorsione, ma di una minaccia grave. Mi chiedo, nella mia ignoranza infantile, cosa distingua una estorsione da una minaccia grave. Il tono, l’abbigliamento o il nome di chi la effettua? Quindi, mi permetto di interpretare la decisione giudiziaria, se io mi reco con un mafioso a chiedere dei soldi ma sono uno che conta, uno col colletto bianco, è una minaccia grave. Se lo fa uno sbandato, un picciotto di un clan è estorsione. Giusto? Ora, il processo andrà in prescrizione, guarda caso perchè un reato come la minaccia si prescrive in pochi anni rispetto all’estorsione. Guarda caso naturalmente, mica altro. Ricordate però, oh voi posteri, che il reato dal galantuomo è stato commesso, quindi non è assolto o prosciolto. No, già fatto questo gioco!
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