licio gelli:biografia di un fascista

Pubblicato: ottobre 4, 2009 in berlusconi e la p2
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Biografia di Licio Gelli
Licio Gelli (nato a Pistoia il 21 aprile 1919). Figlio di Ettore, mugnaio di Montale e di Maria Gori, è stato “Maestro Venerabile” della potente loggia massonica italiana P2. Gelli è stato anche membro dei Cavalieri di Malta. Nel suo periodo scolastico era ritenuto un pessimo allievo, infruttuosi i suoi numerosi tentativi per ottenere il diploma di Ragioneria. E’ chiaro che i suoi studi come autodidatta hanno compensato largamente qualsiasi laurea di Stato.

1936: Gelli si arruola volontario nell’ex M.V.S.N. proveniente dalla G.I.L. Partecipa alla guerra di Spagna.

1938: viene rimpatriato, lavorando presso il Partito fascista della sua citta’ natale, Pistoia, fino allo scoppio della guerra quando era stato inviato in Dalmazia sul fronte greco-macedone.

1940: Si iscrive al Partito nazionale fascista, proveniente dai G.U.F.

1942: E’ chiamato a Cattaro (Jugoslavia) da Alzona, ex federale di Pistoia. Qui diviene uomo di fiducia di Parini, segretario dei fasci italiani all’estero. Resta a Cattaro fino al 25 luglio 1943.

1943: Aderisce alla Repubblica sociale italiana. E’ uno dei primi a costituire a Pistoia il fascio repubblicano. Diviene ufficiale di collegamento con le SS. E’ attivo nel rastrellamento dei prigionieri inglesi e degli antifascisti. Fa arrestare il parroco di San Biagio in Cascheri che a suo dire avrebbe favorito alcuni di essi. Capeggia le squadre per il rastrellamento dei renitenti alla leva; è complice dell’arresto di quattro di essi, poi fucilati nella fortezza di Pistoia.

1944 – 26 giugno: Partecipa, con la formazione partigiana di Silvano Fedi, all’attacco alle carceri giudiziarie di Pistoia, Villa Sbertoli, che consenti la liberazione di 57 detenuti politici e di due ebrei.

1944 – 28 agosto: E’ ucciso il commissario capo di PS presso la questura di Pistoia, Giuseppe Scripilliti, che collaborava con i partigiani. Gli fu teso un agguato proprio mentre stava portando al capo partigiano Silvestro Dolfi un elenco di fascisti repubblicani e di collaboratori dei tedeschi. Gelli fu coinvolto in questo delitto dalle deposizioni rese nel 1947 da Dolfi, al quale il nominativo di Gelli come sicario di Scripilliti era stato fatto da un altro partigiano, Michele Simoni. Il Simoni però, in seguito alle indagini personalmente compiute, modificò in un secondo tempo i suoi convincimenti e ritenne Gelli estraneo al delitto.

1944 – settembre: Dopo la liberazione di Pistoia, Gelli è oggetto di rappresaglie: l’11 novembre è aggredito in piazza San Bartolomeo.

1944 – 2 ottobre: Primo attestato di Carobbi (carta di libertà di circolazione).

1945 – gennaio in Sardegna, all’isola della Maddalena con un avventuroso viaggio via Roma e Napoli. Lontano dal teatro delle sue gesta di guerra, Gelli, ricercato dalle forze dell’ordine, entra in contatto con gli apparati dei servizi di sicurezza tramite i Carabinieri della Maddalena.

1945 – 4 febbraio: Sul settimanale La Voce del Popolo appare un articolo intitolato: “Un chiarimento del CPLN “. Si giustifica il rilascio dell’attestato del 2 ottobre 1944.

1945 – febbraio: ritornando clandestinamente dalla Sardegna è arrestato nei pressi di Lucca dalla polizia militare alleata.

1945 – 22 marzo: La procura del Re di Pistoia emette nei suoi confronti mandato di cattura per i delitti commessi durante il regime fascista (sequestro di Giuliano Bargiacchi, figlio di un collaboratore dei partigiani).

1945 – 21 aprile: E’ condannato in contumacia dal tribunale di Pistoia a due anni e sei mesi di reclusione per sequestro di persona e furto.

– 11 settembre: in relazione al sequestro Bargiacchi è arrestato a La Maddalena.

1946 – 20 marzo: Sempre per lo stesso episodio ottiene la libertà provvisoria ed è rinviato da La Maddalena a Pistoia.

– 25 marzo: Il procedimento penale presso la corte d’assise straordinaria, provocato da una denuncia del colonnello dell’aeronautica Ferranti Vittorio (a suo dire Gelli avrebbe organizzato rastrellamenti di prigionieri inglesi), è trasmesso, con la richiesta di proscioglimento per insufficienza di prove, alla corte d’appello di Firenze che dispone invece l’istruttoria formale.

– 1° ottobre: In relazione al sequestro Bargiacchi è assolto dalla corte d’appello di Firenze perché il fatto non costituisce reato.

– 30 novembre: Nella cartella biografica intestata a Licio Gelli presso la prefettura di Pistoia leggiamo, nel riquadro riservato alla situazione economica: “Nullatenente. E’ aiutato dai parenti, mentre egli si industria con il piccolo commercio”.

1947 – 7 gennaio: E’ iscritto nel Casellario politico centrale del Ministero dell’interno e sottoposto ad “attenta vigilanza”.

– 27 gennaio: Il processo penale iniziato a seguito della denuncia di Ferranti si conclude con sentenza assolutoria per amnistia della sezione istruttoria della corte d’appello di Firenze.

– 11 settembre: ottiene il passaporto per la Francia, Spagna, Svizzera, Belgio ed Olanda.

1948 – 9 luglio. Per quanto concerne la posizione del CPC, la vigilanza è ridotta da “attenta” a “discreta”.

1949 – 12 aprile: Il tribunale di Pistoia lo condanna all’ammenda di lire 1.400 per contrabbando e frode dell’IGE. La pena è sospesa.

1950 – 24 marzo: E’ radiato dal CPC.

1965 – marzo: s’iscrisse alla massoneria nella loggia del Grande Oriente “Romagnosi” di Roma, aveva già delle buone credenziali come fascista della repubblica di Salò.

1966 – dicembre: poco più di un anno dopo la sua iscrizione alla massoneria, venne nominato capo della loggia HOD, nota come P2, la più importante e misteriosa di tutto il Grande Oriente.

1975 primavera: Licio Gelli fonda l’Organizzazione Mondiale del Pensiero e dell’Assistenza Massonica (OMPAM) , una superloggia internazionale con sede a Montecarlo (a tutt’oggi sembra che sia ancora attiva). Al congresso mondiale dell’OMPAM , che si svolge a Rio De Janeiro , nel discorso inaugurale Gelli afferma “…Considero superfluo ricordare a tutte le potenze occidentali che oggi il vero e grande pericolo per l’umanita’ e’ rappresentato dalla penetrazione del comunismo che sta abbattendo le piu’ sacre ed inalienabili liberta’ umane.

Nota: Testimonianza di Tommaso Masci, primo portiere nella seconda metà degli anni 70 dell’albergo romano Excelsior, di cui Gelli era in quel periodo cliente fisso, tracciava una descrizione efficace del formicolio dei potenti intorno a Licio Gelli:

– Tra i visitatori di Gelli c’erano politici, militari, giornalisti, alti funzionari dello Stato, banchieri. Tra coloro che lo frequentavano, c’erano Andreotti, Cossiga, Craxi, Fanfani, solo per fare i nomi più noti, c’era anche il bombarolo Paolo Aleandri, il terrorista di destra a cui Gelli aveva affidato il compito di mantenere i contatti con Filippo de Jorio, consigliere politico dell’onorevole Andreotti, che era latitante per il golpe Borghese del 1970. Lo stesso Aleandri incontrò nella stanza di Gelli il generale Vito Miceli, capo del SID, cioè l’uomo che avrebbe dovuto arrestarlo.

1981 – 17 marzo: una perquisizione della Polizia nella sua villa di Arezzo, portò alla scoperta della famosa lista di alti ufficiali delle forze armate e di funzionari pubblici aderenti alla P2.

– 31 ottobre la corte centrale del Grande Oriente d’Italia decretò l’espulsione del Gelli dall’Ordine massonico.

– Sempre nel 1981 Licio Gelli fugge all’estero e poi in Svizzera.

1982 – Gelli viene arrestato presso una filiale dell’Unione di Banche Svizzere (UBS) a Ginevra mentre stava prelevando da un suo conto bancario 180 miliardi di lire.

1983 – Licio Gelli riuscì ad evadere dalla prigione ginevrina con la complicità di una guardia carceraria. Fuggì quindi in Sudamerica, prima di costituirsi nel

1988 – febbraio: Gelli decide di costituirsi in Svizzera, e viene quindi estradato in Italia , ma solo per alcuni reati.

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