Abruzzo, spunta il dossier di Taormina Ci sono tangenti, informai Berlusconi

Pubblicato: ottobre 12, 2009 in attualità
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Abruzzo, spunta il dossier di Taormina Ci sono tangenti, informai Berlusconi Repubblica — 08 agosto 2009 pagina 9 sezione: POLITICA INTERNA PESCARA – C’ è un altro dossier esplosivo sulle tangenti in Abruzzo. Il primo è quello dell’ ex moglie dell’ onorevole del Pdl, Sabatino Aracu che ha tirato in ballo anche Fabrizio Cicchitto (ora indagato per ricettazione dalla Procura di Pescara). Il secondo, invece, è nelle mani dell’ avvocato Carlo Taormina. Si tratta del memoriale dell’ ex presidente della Fira (finanziaria regionale abruzzese) Giancarlo Masciarelli, coinvolto nel 2006 in un’ inchiesta sulla gestione dei fondi europei alle imprese. Un memoriale consegnato da Masciarelli (nei giorni in cui era in custodia cautelare) al suo legale, Taormina. Ora, l’ avvocato rivela a Radio Radicale, che il documento in suo possesso «è fatto di cifre, di nomi, di cognomi, politici e non politici». E aggiunge, riferendosi alle rivelazioni dell’ Espresso: «Il fenomeno è totalmente vero. Si parlava di milioni di euro. Non so se a Cicchitto siano andati o no dei soldi, e con questo chiarisco che non voglio dire che insinuo che a lui siano andati». Taormina dopo alcune esternazioni in merito rese la scorsa estate (nei giorni dell’ arresto di Del Turco) fu anche interrogato dalla Procura, proprio per fornire spiegazioni sul memoriale. Ma l’ avvocato oppose il segreto professionale. Ieri ha dichiarato: «Quando ne venni a conoscenza, ne parlai anche con Berlusconi, che dunque era a conoscenza delle situazione ambigue e anomale che si stavano da tempo gestendo in Abruzzo». Masciarelli, invece, più volte interrogato dalla Procura, ha sempre smentito l’ esistenza del memoriale. Intanto imperversa anche la polemica politica. Il ministro Bondi interviene a difesa di Cicchitto sottolineando che fu proprio il partito a non rinnovare l’ incarico di coordinatore regionale ad Aracu. Il leader dell’ Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, invece, denuncia l’ esistenza di un «parlamento da Regina Coeli. Indagati, pregiudicati e condannati in via definitiva». Diversa, invece, la posizione di Casini: «Cicchitto lo conosco da oltre 30 anni, ho sempre apprezzato la sua serietà e correttezza». – GIUSEPPE CAPORALE

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