si riaprono i processi sui diritti tv

Pubblicato: ottobre 12, 2009 in tutti i processi di berlusconi
Tag:

articolo originale:

http://www.diebrucke.it/articoli/si-riaprono-i-processi-sui-diritti-tv-e-mills.html

 

Si aprono nuovi scenari per il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del lodo Alfano. Si procede con la riapertura di due processi che lo hanno visto indagato: la compravendita di diritti televisivi e il caso Mills. Compravendita di diritti televisivi L’indagine (circa cinquantamila pagine di atti con rogatorie in dodici paesi), viene portata avanti dai pm Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, giungendo al rinvio a giudizio di quattordici indagati: Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio); Fedele Confalonieri (falso in bilancio); Frank Agrama, agente Fininvest; David Mills, avvocato e marito di un ministro inglese; Daniele Lorenzano, capo acquisti Mediaset; Erminio Giraudi, mercante di carni a Montecarlo; Paolo del Bue, banchiere svizzero; Giancarlo Foscale e Candia Camaggi, cugino di Berlusconi e consorte, responsabili della finanza svizzera. Vennero stralciate (cioè da giudicarsi in provvedimento separato) le posizioni di Marina e Piersilvio Berlusconi, entrambi accusati di riciclaggio. L’indagine partì dal processo All Iberian, società di proprietà dello stesso Berlusconi che, negli anni dal 1989 al 1996, versò ingenti somme di denaro per suo conto al Partito socialista italiano di Bettino Craxi (poi condannato per lo scandalo Tangentopoli). Analizzando i movimenti finanziari di due società offshore, Century One e Universal One, collegate alla Silvio Berlusconi finanziaria (sede legale in Lussemburgo), i pm riuscirono a risalire all’origine dei fondi neri di cui appariva traccia già nell’inchiesta All Iberian: Mediaset comprava i diritti tv di film americani attraverso società offshore (Universal One, Century One, Wiltshire Trading, Harmony Gold), che a loro volta li cedevano ad altre società ad esse legate, facendo di volta in volta levitare il prezzo. Lo scarto tra valore reale (o di partenza) e valore finale costituiva i fondi neri. Il denaro guadagnato illegalmente da Berlusconi ammonta a 280 milioni di euro attuali, sui quali non sono state pagate tasse, e sono stati frodati persino gli azionisti (da qui il reato di falso in bilancio). A supportare la tesi accusatoria le testimonianze di Carlo Bernasconi (presidente della Silvio Berlusconi communication), Oliver Norvick (responsabile della direzione Corporate development), Marina Camana (segretaria di Bernasconi), e perfino dell’ex dirigente Paramount, Bruce Gordon. Il reato contestato riguarda gli anni dal 1999 al 2002, cioè quando Berlusconi era già Presidente del Consiglio. Caso Mills A difendere la posizione di Berlusconi nel processo All Iberian, intervenne l’avvocato inglese David Mills, sposato in seconde nozze con Tessa Jowell (ministro durante il governo Blair e il governo Brown). Mills lavorava come consulente della Fininvest per la finanza estera inglese, la sua testimonianza era stata decisiva per salvare il principale indagato dalla condanna. Non è un semplice caso di favoreggiamento, però, perché David Mills ha ricevuto dei soldi per il suo silenzio dallo stesso Berlusconi, come l’avvocato inglese scrisse al suo commercialista Bob Drennan: “ho tenuto fuori mr. B da un mare di guai”. Nella lettera, Mills spiegava chiaramente che i seicentomila dollari ricevuti sul suo conto in Svizzera da Carlo Bernasconi erano un “presente” di Berlusconi per le sue testimonianze reticenti davanti alla Procura di Milano, nell’ambito dei processi per corruzione alla Guardia di Finanza e All Iberian. A quel punto, il commercialista Drennan denunciò Mills per corruzione ed evasione fiscale. Successivamente, l’avvocato inglese scrisse nel suo memoriale di non essere mai stato corrotto da nessuno, affermando poi in tribunale che i soldi provenivano dall’armatore napoletano Diego Attanasio. Ovviamente non fu creduto, e condannato per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari a favore di Silvio Berlusconi. Nonostante dalla sentenza la posizione del Presidente del Consiglio fosse più che chiara, i giudici non poterono condannarlo grazie al lodo Alfano, che ha congelato i processi alle quattro più alte cariche dello Stato. O meglio, prevedeva.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...