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la-padaniaARTICOLO PUBBLICATO SU “LA PADANIA” IL 07.07.1998
Pentito inguaia Berlusconi al processo Dell’Utri.
Oggi a Milano, sentenza per le mazzette Gdf
«Silvio riciclava i soldi della mafia»
PALERMO
«Isoldi della banda della Magliana e quelli della mafia siciliana sono stati dati a Silvio Berlusconi per finanziare la speculazione edilizia in Sardegna». Lo ha detto ieri in aula il collaboratore di giustizia Antonio Mancini, 50 anni, ex componente della banda della Magliana, deponendo a Palermo nel processo a Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. «A parlarmi per la prima volta di Berlusconi – ha detto Mancini – è stato Francis Turatello verso la fine degli anni Settanta, quando eravamo rinchiusi nel carcere di Trani. Turatello mi disse che attraverso l’imprenditore, i milanesi riciclavano i soldi provenienti dai sequestri di persona e dal traffico della droga. Berlusconi faceva muovere il denaro della criminalità organizzata». Mancini ha parlato dei rapporti che esistevano fra la banda della Magliana e boss come Pippo Calò e Stefano Bontade. «Il riciclaggio dei soldi della mafia e della criminalità – ha detto – avveniva attraverso Silvio Berlusconi e Flavio Carboni; la banca usata per ripulire il denaro che arrivava a Berlusconi era il Monte dei Paschi di Siena». Rispondendo alle domanda del pm Nico Gozzo sulla differenza di ruoli, Mancini ha detto: «Entrambi erano uguali perché ci servivamo di loro per ripulire il denaro, solo che uno metteva i tacchi alti e il parrucchino, l’altro era terra-terra…». Mancini ha parlato poi di presunti contatti fra la banda della Magliana e uomini delle istituzioni. «Ricordo – ha detto – che avevamo rapporti con Vitalone e l’onorevole Evangelisti. Non li ho mai visti di persona ma fra di noi sapevamo che potevamo contare su di loro». Ha poi deposto un altro pentito, il cosentino Francesco Pino: «Marcello Calvano mi avvicinò nella primavera del ‘94 – ha detto il teste – per invitarmi a votare Forza Italia perchè era una forza politica garantista e avrebbe fatto qualcosa per modificare il 41 bis e la legge sui collaboratori di giustizia». «Assisto nauseato all’interminabile tiro al bersaglio contro la mia persona», ha risposto Silvio Berlusconi. «Mancano solo le stragi della Banca dell’Agricoltura, dell’Italicus e della stazione di Bologna, ma forse – ha proseguito – basta aspettare». Oggi intanto a Milano è prevista la sentenza al processo per le mazzette alle Fiamme Gialle. La procura aveva chiesto 3 anni per Berlusconi. E sempre a Milano ieri, al processo “All Iberian” la difesa del Cavaliere ha chiesto l’assoluzione. Sentenza il 13 luglio.

 

Sulla riforma della giustizia, magistrati e prescrizione
From: IDVstaff | 29 ottobre 2009 | 1877 visualizzazioni

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http://www.youtube.com/user/IDVstaff?gl=IT&hl=it#p/u/16/a1GFREzrts8

 

Nuove, gravi ed importanti rivelazioni contro Marcello DellUtri che oggi si è presentato in aula al Processo dAppello che si svolge a Palermo e che lo vede imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Ha cercato di sminuire la gravità delle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza rese ai PM della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo etichettandole come cazzate.
Invece si tratta di una questione serissima che ha spinto il Procuratore Generale a depositare il verbale di quelle dichiarazioni perché vengano acquisite agli atti a sostegno delle prove già raccolte.
Per questo motivo ha chiesto una sospensione della requisitoria, per la quale era prevista per oggi lultima udienza con richiesta di condanna, associando al deposito del verbale la richiesta di ascoltare lo stesso Spatuzza, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro, ex reggente del mandamento di Brancaccio.
Secondo la breve introduzione fatta dal Procuratore Generale Nino Gatto il pentito Spatuzza avrebbe rivelato lesistenza di un accordo di tipo politico-elettorale tra Cosa Nostra e Forza Italia in cambio di garanzie.
”Graviano era esultante: mi disse ‘abbiamo avuto quello che volevamo, abbiamo il Paese in mano perche’ abbiamo persone serie, come Berlusconi e il nostro ‘paesano’, non come quei ‘crastazzi’ dei socialisti”’ ha detto Spatuzza ai PM di Palermo che indagano sulla presunta trattativa tra Stato e mafia a cavallo delle stragi.

Il paesano non sarebbe altri che Marcello DellUtri, il collante – secondo laccusa degli interessi mafiosi sul versante politico concretizzatosi con il grande consenso riscosso da Forza Italia in Sicilia fin dalla sua nascita.

Se fossero provate le affermazioni di Spatuzza verrebbe dimostrata lesistenza di un altro tipo di trattativa, durata fino al 2003-2004, intavolata non con lo Stato, ma con quel nuovo estabilishment politico che al termine della stagione stragista avrebbe governato lItalia.

Complicando ulteriormente la posizione del senatore PdL condannato in primo grado a nove anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo il Procuratore Gatto gli elementi contenuti nelle dichiarazioni di Spatuzza sono tali da possedere quel requisito di eccezionalità richiesto dalla legge per la riapertura del dibattimento con lacquisizione di nuove prove.
Una possibilità che la difesa di DellUtri ha respinto con veemenza fino ad un vero e proprio alterco tra il Procuratore Generale e lavvocato Mormino che ha parlato di inquinamento del processo dAppello.
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E la pubblicazione anticipata di alcuni stralci di quel verbale fatta oggi da LEspresso ad avere spinto gli avvocati di DellUtri a chiedere al Presidente della seconda sezione penale della Corte dAppello di Palermo di proteggere il processo da presunte incursioni mediatiche.
Marcello DellUtri si difende senza entrare nel merito delle dichiarazioni di Spatuzza bollando tutto come favole. Afferma di non avere mai conosciuto né i pentiti che fanno il suo nome né i mafiosi che con lui avrebbero, negli anni, mantenuto rapporti di conoscenza diretta. Dice di non conoscere nemmeno Stefano Bontate il boss che, con lui, avrebbe incontrato più volte Silvio Berlusconi a Milano.
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Invece lavvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, fa sapere che procederà contro Spatuzza perché le sue affermazioni non sarebbero dimostrabili.
I Giudici della Corte dAppello hanno concesso alla difesa una settimana di tempo per studiare il verbale depositato oggi e rinviato la decisione sullammissibilità della richiesta di riaprire il dibattimento al 30 ottobre prossimo. … (ulteriori informazioni)