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LEGA LADRONA E ROMA MAFIOSA:

berlusconi riciclava i soldi della mafia

articolo pubblicato da “la padania”(NOTO GIORNALE COMUNISTA-STALINISTA) il 07.07.1998

dm-berlusconi-coppolatoto_riina_1113Padania del 07-07-1998 pagina 13

articolo originale:

http://www.pieroricca.org/2007/04/13/il-prezzo-della-lega/

 

LEGA LADRONA  E ROMA MAFIOSA

PIERO RICCA  intervista  ROSANNA SAPORI

Il prezzo della Lega

Aprile 13, 2007 on 3:16 pm | In Uncategorized |

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi si sono alleati due volte, nel 1994 e nel 2001. Entrambe le volte l’alleanza fu determinante per l’esito delle elezioni. Tra la prima e la seconda volta ci fu una pausa di riflessione, chiamata Ribaltone, in cui Bossi diede del “mafioso” a Berlusconi e questi diede del “giuda” e del “pazzo” a Bossi. Nel 2001 i due tornarono alleati e per cinque anni i leghisti, fedeli come cagnolini da passeggio, votarono le infami leggi su misura per l’impunità di Previti e soci. In cambio ottennero la riforma della Costituzione, la famigerata devolution, poi cancellata dal referendum.
I maligni sostengono che recuperare la fedeltà del suo “giuda” sia stato economicamente oneroso per Berlusconi. I bene informati ricordano che prima della nuova alleanza con “il mafioso di Arcore” la Lega era stremata dai debiti, poi magicamente ripianati. Recentemente, da un’inchiesta sugli spioni Telecom, è emerso un foglietto di appunti con una cifra: 70 miliardi di lire. Questo sarebbe il prezzo della Lega.
Secondo la giornalista Rosanna Sapori, Umberto Bossi avrebbe venduto a Berlusconi addirittura la titolarità del simbolo del partito e la sua fedeltà sarebbe costata molto di più di quei 70 miliardi.
Ma difficilmente conosceremo la verità sui delicati rapporti fra il “mafioso” e il suo “giuda”. Il bonifico estero su estero è un metodo ben collaudato.
Rosanna Sapori ha lavorato per anni a Radio Padania, dalla quale è stata cacciata per un motivo politico: per mesi criticò in radio il decreto Salva-assicurazioni, poi la Lega decise di appoggiare quel decreto. Protestò con il ministro Castelli e non fu perdonata.
L’altra sera a Padova Rosanna mi ha concesso una breve intervista, per ricordare la degenerazione della Lega: da movimento anti-sistema a partito-setta, ben radicato a “Roma Ladrona”.

intervista a questo link:

LEGA LADRONA E ROMA MAFIOSA

articolo originale:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/03/27/un-contratto-bossi-tremonti-cosi-giulio-divento-ministro.html

Un contratto Bossi-Tremonti così

Giulio diventò ministro

Repubblica — 27 marzo 2007   pagina 16   sezione: CRONACA

MILANO – Un “contratto” per garantire a Giulio Tremonti il posto di ministro delle Finanze. È quanto emerge dall’ interrogatorio del 12 dicembre di Marco Bernardini, ex agente del Sisde e principale testimone dell’ inchiesta Telecom. «L’ accertamento su Tremonti non ebbe alcuna denominazione ed ebbe ad oggetto solo il contratto che sarebbe stato stipulato tra Tremonti e Bossi in uno studio notarile di Milano, ed avente ad oggetto le garanzie che assicuravano a Tremonti il posto di ministro delle Finanze». Non è chiaro se, secondo gli spioni, si tratti dello stesso contratto da 70 miliardi di lire con il quale Silvio Berlusconi si sarebbe comprato la fedeltà del numero uno della Lega Umberto Bossi. Ma la dichiarazione di Bernardini potrebbe spiegare perché compaia il nome di Tremonti negli schemi che sintetizzano gli accordi tra i due politici trovati dai pm nell’ agenda di Guglielmo Sasinini, ex giornalista di Famiglia Cristiana e consulente della Security Telecom. Nella sua agenda 2004, Sasinini annota i potenziali nemici del gruppo Pirelli-Telecom (tra i quali Berlusconi) e raccoglie informazioni per difendersi da eventuali attacchi. «Accordo pre-governo Berlusconi tra Bossi-Berlusconi: 70 miliardi dati da Berlusconi a Bossi in cambio della totale fedeltà». Sul foglio di Sasinini compare poi una freccia che porta a Giulio Tremonti. «Io – spiega Bernardini – chiesi informazioni sul contratto in questione a Laura Danani (investigatrice privata, finita anch’ essa in guai giudiziari ndr), che mi risultava essere ben inserita in ambienti di destra a Milano e dalla quale non ebbi particolari informazioni». Nell’ interrogatorio del 12 dicembre Bernardini non parla solo del report su Tremonti. «L’ incarico su Diego Della Valle mi venne dato da Tavaroli perché sembrava vi fosse un legame tra Della Valle e lo scandalo Parmalat». Gli accertamenti vennero svolti da Francesco Rossi, fonte del Sisde arrestato con l’ ultima ordinanza. «Posso anche aggiungere che in quel periodo – continua Bernardini – vi era un componente del pool di investigatori che svolgeva indagini sulla Parmalat e che riferiva al Sisde». Anche sullo spionaggio della Kroll ai danni di Marco Tronchetti Provera, è sempre il servizio segreto civile a fornire informazioni a Bernardini. «Io ero venuto a conoscenza del fatto che si stavano effettuando accertamenti sul dottor Tronchetti tramite Emiliano Paolini, un mio collaboratore, il quale era in contatto con Luigi Ferdinandi del Sisde, che a sua volta aveva ricevuto da Frascà», ex funzionario Telecom passato alla Telit, un’ azienda rilevata dall’ Imi, l’ Industria militare israeliana. Tra le attività a danno degli ex dipendenti, invece, Bernardini si occupa di Vittorio Nola, ex capo della sicurezza Telecom: «Si accertò che Nola aveva stretto rapporti con Gnutti», il finanziere bresciano ex socio di Tronchetti Provera. – WALTER GALBIATI

articolo originale:
Da Berlusconi 70 mld per la fedeltà di Bossi
Lo riporta l’ordinanza del gip. Il periodo è quello in cui venne pignorata la casa del leader della Lega Nord.

Bossi e Berlusconi
Bossi e Berlusconi

MILANO- Silvio Berlusconi avrebbe dato 70 miliardi di lire a Umberto Bossi in cambio della sua totale fedeltà. È scritto nell’agenda del 2004 dell’ex giornalista Guglielmo Sasinini (agli arresti domiciliari), uno degli indagati nell’inchiesta sui dossier illeciti.

L’appunto di Sasinini è riportato a pagina 303 dell’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari Gennari ha disposto l’arresto di tredici persone nell’ambito dell’inchiesta sui dossier illegali. A fianco della presunta operazione appare anche il nome di Giulio Tremonti senza alcuna ulteriore spiegazione. Negli appunti si dice che il periodo sarebbe stato quello in cui venne «pignorata per debiti la casa di Bossi», quindi prima del successo della Casa delle libertà nelle elezioni del 2001. Infine, nel medesimo appunto, sotto l’indicazione pre-governo Berlusconi, si legge che «sottosegretario Minniti… da ex Sisde ha saputo una…?».

GHEDINI: «FANTASIE» – «Le notizie di presunti accordi tra Bossi e Berlusconi sono non soltanto destituiti di ogni fondamento, ma frutto di un’assoluta fantasia che sarebbe risibile se non apparisse connotata da scopi diffamatori o ancora peggio per inquinare la vita politica del Paese», ha replicato il senatore di Forza Italia Niccolò Ghedini, avvocato difensore di Silvio Berlusconi. «Agiremo in tutte le sedi opportune al fine di far sì che simili falsità non possano essere propagate».
Secondo Roberto Castelli, esponente della Lega Nord, si tratta «della bugia più clamorosa dell’inchiesta».