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I quarantacinque del Pdl
La stessa richiesta di legittimità alla Consulta è stata avanzata dai giudici di Milano per il processo Mills: le udienze vanno avanti solo per l’avvocato imputato (il 18 dicembre ci sarà la requisitoria del pm) mentre è congelato il procedimento di corruzione giudiziaria del testimone di cui è imputato Berlusconi. L’effetto Lodo ha invece bloccato per tutti gli imputati il processo, sempre a Milano, che riguarda i fondi neri sui diritti cinematografici. Tra gli onorevoli eletti nel Pdl sono ben 45 i condannati, i prescritti, gli indagati per i reati commessi mentre ricoprivano un ruolo istituzionale. Adesso Berlusconi e il suo governo sta approfittando dei casi scoppiati a Firenze e a Napoli, che vedono coinvolti amministratori del Pd, per dare un colpo di acceleratore alla riforma della Giustizia. La guerra fra le procure di Salerno e Catanzaro offre il destro (alla destra) per tentare di imporre la modifica del Csm. «La riforma della giustizia va fatta, bisogna andare avanti», ha reclamato Silvio dalla suddetta scaletta a Pescara. E ieri la maggioranza si è lanciata nel pressing: Giulia Buongiorno, avvocato, presidente della commissione Giustizia, ritiene «urgente e necessaria» la revisione di accesso alle carriere. Ci sono poi le sparate di Gasparri, capogruppo Pdl al Senato: «stop ai partiti travestiti da correnti di magistrati». Nella sua battaglia contro i pm (per i quali ha anche ipotizzato una perizia psico-attitudinale), definendone molti «un cancro», l’obiettivo di Berlusconi è la separazione delle carriere tra giudici e pm. Un’ossessione, portata avanti nei fatti dai suoi avvocati, da Pecorella a Ghedini, durante i tanti procedimenti contro il cavaliere.
Tredici processi conclusi, in quattro Berlusconi è stato assolto, negli altri è uscito indenne, anche se formalmente colpevole, per vari escamotage giudiziari o leggi ad hoc. Come la cancellazione del reato di falso in bilancio, uno dei primi atti del governo Silvio II, nel 2002. Grazie a questo Berlusconi fu assolto nel processo All Iberian/2 per i fondi neri su società off-shore; svanita l’accusa era di falso in bilancio per i fondi pagati dal Milan al Torino per l’acquisto del calciatore Lentini; idem per i bilanci Fininvest 1988-’92 e per i 1500 miliardi di fondi neri su 64 società off-shore.
CASO 1. Bugie sulla P2, falsa testimonianza
Nel 1990 la Corte d’appello di Venezia giudica Berlusconi colpevole di aver giurato il falso sulla sua iscrizione alla P2. Salvato dall’amnistia.
CASO 2. Tangenti alla guardia di finanza
Condannato a 2 anni e 9 mesi, in appello è assolto per una, e gli danno le attenuanti per le altre 3. Scatta dunque la prescrizione.
CASO 3. All Iberian
23 miliardi estero su estero a Bettino Craxi: condannato a 2 anni e 4 mesi. Poi in appello arrivano le attenuanti e la relativa prescrizione.
CASO 4. Bilancio consolidato Fininvest
Falso in bilancio e fondi neri per 1500 miliardi di lire nelle società off-shore. Reato prescritto dalla nuova legge ad personam sul falso in bilancio.
CASO 5. Lodo Mondadori, corruzione
Prosciolto con formula dubitativa, in appello di nuovo le attenuanti e la prescrizione. Ma Previti, Pacifico e Acampora vengono condannati.
CASO 6. Mafia, Concorso esterno
Sei le indagini archiviate a Palermo. Ma l’opacità dei finanziamenti al gruppo non hanno smentita. Silvio ha rifiutato di risponderne ai giudici.
La guerra di Silvio ai magistrati
Esplode col processo Sme-Ariosto: l’accusa era di aver corrotto i giudici nell’acquisto Sme: allora il governo irrigidì le norme sulle rogatorie internazionali. Se Silvio è uscito indenne, il suo avvocato (e fino a poco tempo fa deputato) Cesare Previti è stato condannato.
Radiografia della squadra
Marcello Dell’Utri, senatore Pdl: condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa
Raffaele Fitto, ministro per le Politiche regionali: indagato per corruzione e finanziamenti illeciti
Mario Landolfi, deputato Pdl: indagato per corruzione e truffa per favorire i clan
Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture: imputato per favoreggiamento su casi di abusi edilizi
Giancarlo Pittelli, deputato Pdl: indagato per associazione a delinquere e calunnia
Umberto Scapagnini, deputato Pdl: già condannato, è indagato per abuso d’ufficio
Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione: indagato per ricettazione nell’inchiesta Bpi
Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture: abuso d’ufficio, con l’immunità ha avuto solo una multa


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LE CONDANNE DI SILVIO

Il nostro bravo Presidente del Consiglio

“La forza dei fatti”, ecco lo slogan del nostro amato Presidente Berlusconi per strappare qualche voto che ingrassi i magri sondaggi elettorali di Forza Italia di questi tempi.
e allora vediamoli questi fatti:

1) Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)
La corte d’appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2
(reato coperto da amnistia nel 1989)

2) Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)
1° grado: condanna a 2 anni e 9 mesi per tutte e 4 le tangenti contestate
Appello: prescrizione per 3 tangenti (grazie alle attenuanti generiche), assoluzione con formula dubitativa per la quarta. nella motivazione si legge: “Il giudizio di colpevolezza dell’imputato (Berlusconi) poggia su molteplici elementi indiziari, certi, univoci, precisi e concordanti, per ciò dotati di rilevante forza persuasiva, tali da assumere valenza probatoria”
Cassazone: assoluzione

3) All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)
1° grado. condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 MILIARDI versati estero su estero, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi
appello: prescrizione, tra le motivazioni della sentenza:”per nessuno degli imputati emerge daglia atti evidenza dell’innocenza”
Cassazione: prescrizione confermata, tra le motivazioni della sentenza: “le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero sue estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito nothern Holding (Craxi) furono realizzati in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente (…) Non emerge negli atti processuali l’estraneità dell’imputato”.

4) All Iberian 2 (falso in bilancio)
Processo sospeso in attesa che si conosca se le nuove norme in materia di reati societari approvate dal governo Berlusconi si siano legittime (deciderà l’Alta Corte di giustizia europea e la Corte costituzionale italiana. In pratica Berlusconi si è fatto la legge per scagionarsi, bisogna vedere però se gli alti organi saranno d’accordo…

5) Medusa Cinema (falso in bilancio)
1° grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 MILIARDI di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi)
Appello: assoluzione con formula dubitativa. Secondo il collegio Berlusconi è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 MILIARDI di lire in nero.
Cassazione: sentenza d’appello confermata

6)Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)
1° grado: assoluzione dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale (4, 4 MILIARDI pagati in nero), prescrizione per i falsi in bilancio di due società ai quali “indubbiamente ha concorso Berlusconi
Appello: confermata l’assoluzione dalle prime due accuse. Assoluzione anche per uno dei due reati di falso in bilancio, per il secondo è intervenuta l’amnistia.
Cassazone: in corso.

7) Caso Lentini (falso in bilancio)
1°grado: reato prescritto per la legge su falso in bilancio (10 MILIARDI versati in nero al Torino Calcio per l’acquisto del giocatore Luigi Lentini)
Appello: in corso

8) Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)
Il gip Fabio Paparella ha dichiarato prescritti, sulla base della nuova legge sul faso in bilancio, i 1500 MILIARDI (!) di presunti fondi neri accantonati dal gruppo Berlusconi su 64 società off-shore della galassia All Iberian (comparto B della Fininvest).
Il pm Francesco Greco ha però presentato ricorso in Cassazione

9) Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)
1° grado: concessione delle attenuanti generiche (“Berlusconi è diventato Presidente del Consiglio”), ma condanna a Cesare Previti
Appello e Cassazione: prescrizione

10) Sme-Ariosto (falso in bilancio)
Reato stralciato in seguito all’entrata in vigore delle nuove norme sul diritto societario, (Berlusconi avrebbe versato denaro ad alcuni giudici…). Il processo è fermo in attesa che l’Alta Corte di giustizia europea si pronunci, dato che queste nuove norme in vigore potrebbero essere in contrasto con quelle comunitarie. Ma anche in caso di risposta positiva per i giudici, resterà bloccato per il lodo Schifani. Come del resto tutti gli altri procedimenti ancora in corso a carico di Silvio Berlusconi.

11) Diritti televisivi (falso in bilancio e frode fiscale)
Indagini preliminari in corso alla Procura di Milano a carico di numerosi manager del gruppo, più il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il titolare Silvio Berlusconi, il quale – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe continuato anche dopo l’ingresso in politica nel ’94 ad esercitare di fatto il ruolo di dominus dell’azienda. Oggetto dell’indagine: una serie di operazioni finanziarie di acquisto di diritti cinematografici e televisivi da major americone, con vorticosi passaggi fra una società estera e l’altra del gruppo Berlusconi, con il risultato di far lievitare artificiosamente il prezzo dei beni compravenduti e beneficiare di sconti fiscali previsti dalla legge Tremonti, approvata dal primo governo dello stesso Berlusconi. Il presunto falso in bilancio è valutato intorno ai 180 milioni di Euro (circa 350 MILIARDI)

12) Telecinco (violazione delle leggi antitrusti e frode fiscale in Spagna)
Il giudice anticorruzione di Madrid Baltasàr Garzòn Real, dopo aver chiesto nel 2001 al governo italiano di processare Berlusconi o, in alternativa, di privarlo dell’immunità in modo di poterlo giudicare in Spagna, non ha ancora ricevuto risposta. berlusconi in Spagna è accusato – insieme a Marcello dell’Utri (pregiudicato) e altri dirigenti Fininvest – di aver posseduto, grazie a vari prestanomi e operazioni finanziarie illecite, il controllo pressoché totalitario dell’emittente Telecinco, in violazione dell’antitrust spagnola.

13) Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)
Indagini archiviate a Palermo su richiesta della Procura per scadenza termini massimi concessi per indagare.

14) Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)
Le inchieste delle procure di firenze e Caltanissetta sui presunti “mandanti a volto coperto” delle stragi 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze, Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d’indagine. A firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina ha però rilevato come Berlusconi e Dell’Utri abbiano “intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato”. Cioè con il clan corleonese che da 20 anni guida Cosa Nostra, con centinaia di omicidi e una mezza dozzina di stragi. Il gip aggiunge: “Esiste un’obbiettiva convergenza degli interessi pubblici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione (forza Italia): articolo 41 bis, legislazione sui collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale…”


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http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2007/02/23/5463935-LODO-MONDADORILA-SENTENZA.shtml

Milano, 23 febbraio 2007 – Cesare Previti è stato condannato per il lodo Mondadori a 1 anno e 6 mesi di reclusione che si aggingono con il meccanismo della continuazione ai 6 anni di reclusione avuti per il caso Imi-Sir.

Stessa sorte per Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, 1 anno e 6 mesi in più. 2 anni e 9 mesi in più rispetto al caso Imi-Sir al giudice Vittorio Metta. La sentenza è stata emessa dai giudici della III sezione della Corte d’Appello di Milano dopo 5 ore di camera di consiglio.

“È un verdetto che non condividiamo nella maniera più assoluta e che speriamo di ribaltare in Cassazione”. È il commento di Giorgio Perroni, avvocato di Cesare Previti.

Alla base del processo sul Lodo Mondadori, un pacchetto di azioni in mano alla famiglia Formenton che passarono alla Fininvest grazie ad una sentenza della Corte d’Appello che, secondo l’accusa, sarebbe stata ‘aggiustata’.

Una storia di presunte sentenze comprate che avevano assegnato il gruppo editoriale di Segrate alla Fininvest, ai danni della Cir di Carlo De Benedetti. Lavicenda del lodo arbitrale sul contratto Cir-Formenton inizia nel 1989, quando tre arbitri vengono incaricati di dirimere la controversia, traCarlo De Benedetti e la famiglia Formenton, che riguardava la vendita alla Cir da parte di Formenton di 13milioni e 700mila azioni Amef(Arnoldo Mondadori Editoria Finanziaria) contro 6milioni e 350mila azioni ordinarie Mondadori.

Il lodo arbitrale fu favorevole alla Cir. Il 24gennaio 1991, però, la Corte d’Appello di Roma, presieduta dal giudice Valente e composta dai magistrati Vittorio Metta e Giovanni Paolini, dichiarò che l’intero accordo, e quindi il lodo arbitrale, era da considerarsi nullo. Da allora, le tappe dell’infinito processo, che peranni si è intrecciato a quello Imi-Sir, hanno visto sempre Cesare Previti respingere ogni accusa.